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LUOGHI DA VISITARE A PAGANICO SABINO

 

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Itinerario Ovito

Siamo all’interno della Riserva Naturale del Monte Navegna e Monte Cervia.  Dall’ostello dell’Annunziata si imbocca un antichissimo sentiero (antica strada comunale Paganico-Marcetelli/Collegiove) che ridiscende nella gola dell’Obito tra i Monti Cervia e Filone. Dopo poche centinaia di metri si incontra la “Mola” e la sorgente “Fonte della Signora”. Il sentiero attraversa il fosso dell’Obito su un antichissimo ponte “ponticchiu a pèé” e poi risale all’interno della gola superando un secondo ponte (ponticchiu a Capu). Il sentiero prosegue in salita fino a giungere in località “Carecarone” ai margini del castagneto, lo attraversa e risale fino a Fonte Pietrafinola (i cosiddetti “Trocchi” - 980 mt. circa).  Da qui, quasi un centinaio di metri più in alto, si imbocca il “Tratturu nmezzu” che ci conduce sulla cresta del Cervia, da dove ci si può ricongiungere al sentiero che porta sulla vetta della Montagna.

Curiosità - L'Obito, o Ovito, in dialetto paganichese “Jovetu” è un orrido che si apre tra il Monte Cevia (1438 mt) ed il Monte Filone, della catena del Monte Navegna(1508 mt.), un profondo canion il cui nome forse trae origine dalle vicende della transumanza. Inoltre antiche leggende narrano di quel posto: <<… gola che si dice, prende il suo lugubre nome da una strage compiuta all’epoca delle invasioni saracene … Mentre gli armati passavano laggiù tranquilli e sicuri, i montanari cominciarono a rotolare … enormi massi che schiacciarono la più gran parte di quegli uomini>>. In alto, sulle rocce a picco del versante del Cervia (Occalubbero), quasi in corrispondenza del primo ponte che si incontra nel ridiscendere il sentiero, si trova “u niu ell’aquila”, toponimo che trae origine dalla presenza di una coppia di questi rapaci che nidificava in questo luogo fino alla metà del 1900.

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